rotula on line
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Anatomia e funzione
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La rotula assomiglia ad un osso sesamoide: facilita l'azione del muscolo quadricipite e la sua cartilagine è la più spessa di tutto l'organismo. |
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Cosa si deve sapere
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Il dolore al ginocchio di origine rotulea rappresenta sicuramente una delle cause più frequenti che porta un paziente con un dolore al ginocchio dal chirurgo ortopedico. E' spesso bilaterale.
Il semplice esame clinico permette di dividere questi pazienti in due categorie ben distinte. 1) Se il dolore o "il ginocchio che si blocca" è il sintomo principale (con una radiografia in laterale del ginocchio che non mostra una displasia della troclea), può trattarsi di una sindrome rotulea dolorosa . E' una patologia frequente, benigna che, in generale, non necessita di alcun trattamento chirurgico; il trattamento è medico (antidolorifici e anti-infiammatori) e basato sulla fisioterapia a livello del ginocchio: in particolare è indicata la riabilitazione di tipo Mezières, concentrata sullo stretching e non sul solo potenziamento muscolare, che in molti casi peggiora i sintomi. Talvolta viene fatta diagnosi di iperpressione rotulea e può associarsi ad una condropatia della rotula (condromalacia). 2) Nel caso in cui l'instabilità della rotula del ginocchio sia il sintomo principale (cioè la rotula si lussa o ha tendenza a lussarsi lateralmente) può trattarsi di una instabilità rotulea : nella maggior parte dei casi sulla radiografia in laterale del ginocchio sarà riconoscibile la displasia della troclea del femore e un trattamento chirurgico può essere indicato. In questi casi, infatti, la fisioterapia e la riabilitazione (ad esempio il rinforzo del vasto mediale) non sono sufficienti per poter lottare contro le anomalie anatomiche presenti. |
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| Sintomi |
I sintomi di origine rotulea si manifestano per lo più nei giovani (adolescenti) e negli adulti (40-60 anni). Il dolore è in generale localizzato a livello anteriore del ginocchio e si manifesta in condizioni particolari: salendo o soprattutto scendendo le scale, quando si rimane a lungo seduti come al cinema (il "segno del cinema") o in un'automobile o anche semplicemente quando si resta a lungo in piedi. L'instabilità al ginocchio è il secondo sintomo: il malato ha l'impressione che il ginocchio sia debole, che gli ceda o addirittura lo fa cadere improvvisamente per terra. È in questi casi che il paziente descrive bene la sua lussazione di rotula (video) che - in generale - può ridursi spontaneamente. Troppo spesso purtroppo questo episodio viene diagnosticato come una banale distorsione del legamento collaterale mediale. Il ginocchio che "si blocca" è il terzo sintomo: in generale si blocca in flessione e può manifestarsi in circostanze molto variabili (durante una camminata, quando si rimane a lungo seduti o anche semplicemente restando in piedi): anche in questo caso purtroppo spesso si pensa che possa essere un blocco di origine meniscale. In realtà quando il paziente racconta che il suo ginocchio "si blocca" descrive di non riuscire più a piegare il ginocchio: si tratta di un blocco di origine rotulea e sicuramente non di un blocco dovuto ad una rottura del menisco (dettagli sul blocco articolare di origine meniscale) che è caratterizzato da una perdita della completa estensione del ginocchio. |
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Diagnosi |
La diagnosi si basa su un accurato esame da parte dello specialista ortopedico: si deve soprattutto ricercare la presenza del cosiddetto segno della displasia della troclea femorale. È un'immagine radiologica presente sulla lastra in laterale del ginocchio, che mostra la troclea del femore piatta. Bisogna saper inoltre ricercare la presenza di una rotula alta, il cui segno clinico è il segno dell'apprensione o di Smillie. Da una semplice lastra si può quindi dedurre se si tratta di un banale dolore rotuleo che passerà con della fisioterapia o se ci si trovi di fronte ad una anomalia anatomica che necessita un intervento chirurgico per evitare una lussazione di rotula (VIDEO). |
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Esami radiologici
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La lastra del ginocchio in proiezione laterale è fondamentale: se si ritrova una displasia della troclea o una "rotula alta" bisogna continuare gli esami radiologici: in particolare, bisogna effettuare una T.A.C. (che studia le alterazioni anatomiche che ci sono a livello rotuleo e non i menischi o i legamenti). Con la TAC è possibile misurare la TA-GT (posizione troppo esterna dell'apofisi tibiale anteriore, ovvero malallineamento del sistema estensore- versione moderna del segno clinico della baionetta o angolo Q) e il Tilt Rotuleo (lateral tilt). Se al contrario la lastra laterale è normale è spesso inutile richiedere ulteriori esami radiologici come ad esempio una risonanza magnetica nucleare: troppo spesso si dà importanza ad una lesione della cartilagine a livello della rotula (chiamata condromalacia o condropatia rotulea); bisogna sapere che la maggior parte di queste lesioni della cartilagine sono asintomatiche e che al contrario dolori di origine rotulea esistono con una cartilagine normale. ( Pr. Dejour Henri in Journées Lyonnaises du Genou Avril 1994) |
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Terapia e tecnica chirurgica
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Si deve proporre l'intervento chirurgico solo laddove vi siano delle anomalie anatomiche che conducono ad una lussazione abituale o potenziale di rotula. Se il segno della displasia non è presente e la rotula non è alta, spesso una fisioterapia mirata secondo Mezières è la migliore soluzione terapeutica. In generale una lussazione di rotula non può essere operata solo in artroscopia: si può eseguire una sezione isolata dell’alare esterno (lateral release) , ma nelle vere instabilità rotulee questo gesto è quasi sempre insufficiente per stabilizzare la rotula.
Nell’instabilità di rotula, i fattori anatomici che possono favorire la
lussazione della rotula (video)
sono diversi
: essi sono da trattare nello stesso tempo chirurgico. Il
gesto chirurgico prevede, a seconda delle anomalie esistenti, 1) un
abbassamento della rotula (per ritrovare l’altezza corretta) , 2) una
plastica della troclea (in particolare da discutere nelle displasie di
troclea più importanti), 3) una trasposizione mediale della tuberosità
tibiale anteriore ( per correggere la TA-GT) , 4) una sezione dell’alare
esterno e infine 5) una plastica del vasto mediale secondo Insall
(per correggere il
tilt rotuleo). E’ facile comprendere come quindi a Lione (Francia) si parli di
« menù à la carte » ; il chirurgo ha la possibilità
di scegliere i gesti da effettuare in base alle diverse anomalie
anatomiche da correggere. |
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Riabilitazione Fisioterapia |
L’intervento
necessita 4-5 giorni di ricovero : il paziente non ha nessun gesso,
ma un semplice tutore amovibile
che gli permette da subito la mobilizzazione del
ginocchio attiva e passiva
fino a 90°. Si
può , da subito, camminare
in carico totale con la gamba estesa protetta dal tutore . |
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Il mio ginocchio si "blocca" : è il menisco rotto ? Il mio ginocchio "scricchiola" : è il menisco rotto ? Quanto tempo ci vuole per ritornare a praticare sport dopo un intervento alla rotula? Quanto tempo devo rimanere senza poter andare a lavorare? Dopo quanto tempo si tolgono i punti? Posso fare la doccia dopo l'intervento? |
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