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Pubalgia

Autore: Dott. Lorenzo Garotta

     La pubalgia è una patologia frequente dei calciatori

Cosa si deve sapere ...

 

La “pubalgia” è una patologia che si manifesta con dolori localizzati a livello della sinfisi pubica e che interessa in particolare atleti di alto livello (in particolare i calciatori nel gioco del calcio, ma anche in altri sport come tennis, scherma, pallamano, atletica, danza, equitazione). Il trattamento è spesso non chirurgico nelle forme legate ad una patologia degli adduttori, ma impone un riposo sportivo che talvolta può essere molto lungo (6 mesi - 1 anno) e non accettabile per atleti di alto livello. Nelle pubalgia in cui il dolore sia legato ad una patologia addominale, la terapia può essere chirurgica.

La sinfisi pubica è un’articolazione praticamente immobile che si trova al centro del bacino: la sua micromobilità è importante durante il parto, in quanto permette grazie alla sua elasticità il passaggio del feto. Su di essa si inseriscono nella parte inferiore i muscoli adduttori della coscia  , mentre nella parte superiore si inseriscono i muscoli addominali. In questa zona si trova il canale inguinale, che spesso è una zona debole e causa dei dolori della pubalgia la cui origine è un deficit della muscolatura addominale.

In sportivi come i calciatori esiste spesso un ipertrofia muscolare a livello inferiore (adduttori) (un calciatore li mette in tensione durante un calcio al pallone con l’interno del piede o durante un tackle), mentre gli addominali sono meno sollecitati e quindi più deboli.  Questo disequilibrio di forze che si esercita a livello del bacino ed in particolare della sinfisi pubica può essere all’origine della pubalgia.


 
Esame clinico

Sono da ricercare alcuni fattori che si associano alla pubalgia: sport praticato ed eventuale cambiamento di allenamento, terreno troppo molle, morfotipo dello sportivo (iperlordosi con anteversione del bacino), eventuale displasia o patologia dell’anca …

E’ utile precisare se il dolore è unilaterale (patologia addominale) o diffuso (patologia degli adduttori). Bisogna saper ricercare il segno di Malgaigne (tossendo si può notare un piccola tumefazione sopra la linea di Malgaigne), palpare gli orifizi inguinali alla ricerca di una piccola ernia, (patologia addominale) testare gli adduttori in massima elongazione e in contrazione forzata, palpare la zona dolorosa (patologia degli adduttori), ricercare adenopatie.

Una lastra di bacino può essere inoltre utile alla diagnosi per indirizzare verso una patologia dell’articolazione stessa (contorni irregolari della sinfisi con ev. presenza di geodi) e degli adduttori (condensazione e calcificazioni nella parte inferiore della sinfisi). La risonanza magnetica è considerata da alcuni autori l'esame di scelta per evidenziare le differenti lesioni legate alla pubalgia.


Diagnosi

L’esame clinico dà la maggior parte delle informazioni per capire la reale natura dei dolori: ci si può trovare quindi di fronte ad 1) una vera tendinite degli adduttori o ad 2) un’atropatia della sinfisi pubica oppure ad 3) una patologia parietale addominale (deficienza muscolare del canale inguinale).

Bisogna sapere pensare tuttavia ad altre diagnosi differenziali: strappo muscolare degli adduttori, patologia dell’anca, artrite infettiva, adenopatia, frattura da stress (maratoneta con dolore in posizione seduta …).
Trattamento chirurgico o conservativo

Il trattamento è ovviamente diverso a seconda della patologia: il trattamento chirurgico è consigliato in caso di patologia parietale. La tecnica chirurgica tende a rinforzare la parete addominale curando in particolare l’eventuale ernia inguinale secondo una tecnica modificata dall’intervento  di Nesovic.

Un trattamento conservativo, non chirurgico è per lo più consigliato se si tratta di patologia degli adduttori: si basa sul riposo sportivo (almeno 3 mesi), farmaci antinfiammatori, ultrasuoni, ev. mesoterapia, correzione del gesto sportivo, scarpe adatte (atletica). Le infiltrazioni devono essere eseguite solamente in casi di tendinite cronica degli adduttori e mai nella sinfisi pubica.


Riabilitazione

La riabilitazione deve essere indolore, intrapresa dopo un mese di riposo e deve rinforzare la parete addominale e allungare la muscolatura degli arti inferiori (stretching adduttori ++).
 

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