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Artroscopia di gomito |
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Artroscopia di gomito: cosa si deve sapere ... |
In questi ultimissimi anni l'artroscopia di gomito ha rivoluzionato l'approccio chirurgico a questa delicata articolazione. Le nuove tecniche chirurgiche mini invasive artroscopiche del gomito hanno permesso di praticare interventi assai complessi con ottimi risultati. Ciò è determinato principalmente dal fatto che il recupero articolare è molto più rapido ed indolore rispetto alla classica chirurgia "a cielo aperto". La riabilitazione del gomito, indispensabile per un buon risultato, può essere immediatamente intrapresa dopo l'artroscopia in quanto il dolore è minimo. Molte sono le patologie del gomito che possono essere curate in artroscopia: rigidità, artrosi, epicondilite, postumi di lussazioni, dolore diffuso, presenza di corpi mobili articolari liberi, infezioni .... Il trattamento artroscopico è attualmente ben codificato per ogni singola patologia. |
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| Cenni storici |
Il gomito è sempre stata
considerata un'articolazione difficile da esplorare in artroscopia: tuttavia
l'incremento delle conoscenze e della tecnologia artroscopica di quest'ultimi
anni ha permesso di standardizzare la tecnica e precisare le indicazioni. Le
prime pubblicazioni
(1)
sulle artroscopie di gomito realizzate negli anni trenta
concludono che l'articolazione del gomito non si presta all'esplorazione
artroscopica. Negli anni 70-80 (50 anni più tardi), le pubblicazioni
riportano sempre e principalmente i rischi e le complicazioni della
artroscopie di gomito
(2-3-4):
solo recentemente O'Driscoll e
Morrey (anni 90-2000)
(5)
preciseranno le indicazioni ed in particolare spiegano come evitare le
complicazioni legate alla artroscopie del gomito.
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La capsula articolare include le tre
articolazioni del gomito: omero-ulnare, omero-radiale e la radio-cubitale
prossimale. Lo
spazio artroscopico, delimitato dalla capsula, è posteriore e anteriore.
Per poter praticare
un'artroscopia di gomito, è necessario conoscere l'anatomia tridimensionale
di questa delicata articolazione e per evitare ogni
rischio
vascolo-nervoso occorre conoscere le relazioni
extra-articolari:
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Tecnica chirurgica artroscopica |
Il paziente è installato
in decubito laterale.
Il suo vantaggio rispetto al decubito ventrale è la facilità alle vie
respiratorie per l'anestesista. I riferimenti ossei e le vie di accesso
chirurgico sono disegnate prima dell'intervento. In generale l'anestesia è
generale per la scomodità dell'installazione del paziente. Per evitare ogni lesione vascolo-nervosa in occasione di una artroscopia di gomito occorre prendere alcune precauzioni: il primo gesto da realizzare è quello di dilatare l'articolazione con una iniezione di fisiologica con il gomito flesso a 90° :questo allontana il nervo radiale. Incisione con il bistouri (lama 11) soltanto della pelle per evitare un neuroma: completare gli accessi con una pinza dopo l'incisione superficiale. Utilizzare divaricatori (intra-articulaires) per migliorare la visione. Visualizzare con l'artroscopio la punta di strumenti motorizzati prima di attivarli. L'aspirazione è evitata al contatto dei nervi, e gli strumenti motorizzati sono orientati in direzione inversa di quella dei nervi. Sapere prendere il tempo necessario all'identificazione dei nervi prima della résezione dei tessuti che sono loro vicini. Nei pazienti che sono stati già operati nel territorio del nervo ulnare, sembra necessario e logico esplorare il nervo ulnare a cielo aperto, proteggerlo ed in seguito effettuare la via antéro-interna. (Ulteriori informazioni per specialisti circa l'artroscopia di gomito....) |
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La riabilitazione del gomito operato è essenziale per ottenere un buon risultato; viene effettuata secondo protocolli ben precisi. In generale l'artroscopia permette un recupero più rapido ed indolore. Lo scopo è infatti quello di poter iniziare velocemente la riabilitazione del gomito dopo l'intervento, per evitare rigidità o atrofie muscolari. (Nel sito sono esposte indicazioni di ordine generale: in ogni caso è necessario attenersi alle indicazioni terapeutiche e riabilitative dettate dal chirurgo trattante e dal proprio fisioterapista). |
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