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Scritto da Garotta Lorenzo   

Epicondilite

L'epicondilite omerale è una tendinite che si manifesta con dolori talvolta invalidanti a livello della regione laterale del gomito. Si parla di "gomito del tennista" o "tennis elbow", in quanto si manifesta spesso in seguito alla pratica intensiva del tennis.  Nella maggior parte dei casi un trattamento medico e fisioterapico ben condotto risolve la situazione dolorosa; nei casi che non rispondono alla terapia medica (circa il 10%), l'intervento chirurgico (eseguibile anche in artroscopia) è risolutivo in più del 95% dei casi. Tuttavia bisogna sapere ricercare altre cause che potrebbero simulare un dolore e sintomi simili all'epicondilite: spesso "epincondiliti" che non si risolvono nel giro di qualche mese possono essere associate o determinate da altre patologie a livello del gomito (patologia articolare del gomito,instabilità legamentosa, sofferenza del nervo radiale al gomito, corpo mobile, cisti sinoviali...). Infine è utile ricordare che l'epicondilite si può associare ad altre patologie (sindrome del tunnel carpale alla mano,tendinite della cuffia dei rotatori alla spalla, artrosi cervicale...).

 

Cause dell'epicondilite

Si pensa che l'epicondilite sia dovuta ad una serie di microtraumatismi ripetuti che indeboliscono e/o rompono alcune fibre del tendine estensore radiale breve del carpo: il dolore è il risultato di un tentativo da parte dell'organismo di voler "riparare queste lesioni". Il "gomito del tennista" non si manifesta solo in seguito alla pratica del tennis.  Altri sport possono provocare un'epicondilite: sport che implicano lanci ripetuti (baseball, atletica...) o ancora scherma e nuoto.  L'epicondilite si osserva facilmente anche in comuni attività lavorative come nel prolungato lavoro al computer con mouse e tastiera, nel carpentiere, nei lavori ripetitivi in catena di montaggio o ancora nei politici che stringono continuamente la mano.

 

Sintomi dell'epicondilite

Il classico sintomo dell'epicondilite è il dolore localizzato nella regione laterale del gomito a livello dell'epicondilo: è esacerbato dall'attività fisica (ad es. il colpo di "rovescio" nel tennis ...) e tende a diminuire con il riposo. Nei casi in cui il dolore sia presente in maniera costante ed impedisca le normali attività quotidiane, l'intervento chirurgico è consigliato. Talvolta il paziente lamenta una sensazione di debolezza a livello del braccio nel sollevare pesi anche minimi: ad esempio un bicchiere d'acqua. In generale il dolore non si manifesta durante il riposo notturno e non sveglia il malato (in questi casi si deve pensare eventualmente ad un'altra patologia ...).

 

Diagnosi di epicondilite

La diagnosi di epicondilite si basa sull'esame clinico eseguito dallo specialista: dopo un'accurata anamnesi (informazioni date dal malato), lo specialista può ricercare i tre segni principali legati alla tendinite. 1) Il dolore è ritrovato dallo specialista alla palpazione diretta dell'epicondilo. Se il dolore è più basso a livello del capitello radiale o in corrispondenza dell'arcata di Fröhse ci si orienta verso una patologia differente. 2) L'estensione passiva forzata del gomito associata ad una flessione palmare del polso è dolorosa. 3) L'estensione contrariata attiva del terzo dito con gomito e polso in estensione, deve risvegliare gli stessi sintomi.

 

Esami radiologici

L'esame radiografico è indispensabile per depistare eventuali lesioni ossee o una patologia intra-articolare. L'ecografia è un utile esame che permette di valutare la patologia tendinosica in corrispondenza dei tendini epicondilei. In casi più complessi la risonanza magnetica nucleare può dare utili informazioni complementari.

 

Cura: terapia medica e chirurgica dell'epicondilite

La terapia dell'epicondilite si basa principalmente sulla prevenzione: in sport come il tennis, molti accorgimenti tecnici (ad esempio l'apprendimento del "rovescio" a due mani) permettono di  prevenire l'insorgenza di un'epicondilite. La terapia medica è basata sulla somministrazione di farmaci anti-infiammatori  associata a fisioterapia con elettrostimolazioni, massaggi trasversali profondi, onde d'urto, ultra suoni ecc.. In alcuni casi l'infiltrazione di cortisone può accelerare la guarigione e la remissione dei sintomi. Anche l'uso di fascia o tutore può alleviare i sintomi. Un riposo relativo può essere consigliato.

Nei casi ribelli alla terapia medica e fisioterapica e laddove la diagnosi sia confermata, l'intervento chirurgico è risolutivo. La tecnica chirurgica classica prevede l'escissione del tessuto tendineo degenerato, sempre localizzabile a livello del tendine estensore breve del carpo. Talvolta -se l'esame clinico mostra una sofferenza intra articolare- un'artroscopia può essere utile per fare una pulizia nella zona laterale in corrispondenza del capitello radiale. Recenti studi artroscopici hanno infatti dimostrato come in alcune epicondiliti (dove la lesione è solitamente extra articolare) i sintomi fossero legati anche ad una degenerazione capsulare.

 

Riabilitazione e fisioterapia dell'epicondilite

La riabilitazione del gomito operato di epicondilite è essenziale per ottenere un buon risultato; viene effettuata secondo protocolli ben precisi. In generale la riabilitazione dipende dalla tecnica chirurgica utilizzata (artroscopica o combinata) e da altri parametri (stadio delle lesioni). Lo scopo è comunque quello di poter iniziare velocemente la riabilitazione dopo l'intervento, per evitare rigidità o atrofie muscolari.

(Nel sito sono esposte indicazioni di ordine generale: in ogni caso è necessario attenersi alle indicazioni terapeutiche e riabilitative dettate dal chirurgo trattante e dal proprio fisioterapista).

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Dicembre 2010 20:33